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Un contributo dai cittadini: dare spazio all'attivitą culturale
Ho ricevuto queste due lettere, che trovo molto interessanti nei contenuti e nella proposta e che considero anche un interessante contributo alla mia proposta politica; le riporto integralmente e le faccio seguire da una mia risposta.
Pino Battaglia
City of Rome Pipe Band
Le cornamuse e i tamburi di Scozia a Roma
www.cityofromepipeband.org
A Pino Battaglia
Consiglio Comunale di Roma
SEDE
Gentile Dr. Battaglia,
le scriviamo sollecitati da un nostro allievo che ci ha parlato del suo interesse per le attività culturali che nascono nella nostra città.
La CRPB è nata nel 2000 grazie all’opera di alcuni appassionati, scozzesi e italiani, che si sono posti l’obiettivo di divulgare e far conoscere questa tradizione musicale. Fin dall’inizio hanno trovato un largo seguito e non solo tra gli appassionati. La cornamusa è infatti uno strumento che con infinite varianti è diffuso in tutta Europa e solo in Italia ve ne sono numerosi tipi che costituiscono parte integrante della tradizione popolare italiana. L’incontro tra queste due tradizioni e il legame storico tra Roma e la Scozia sono perciò alla base dell’attività della CRPB.
Attualmente la band è la banda ufficiale di cornamuse e tamburi scozzesi della nostra città tanto che nel 2005 ha creato un proprio Tartan (disegni del kilt) chiamandolo “Tartan della città di Roma” e, con lo stesso nome, è stato registrato in Scozia.
La band conta al momento 14 musicisti e 16 allievi.
Oltre a suonare in concerti pubblici in numerose piazze italiane come Milano, Firenze, Perugia, la band si è esibita: al Teatro Argentina, all’Auditorium, con la Banda della Guardia di Finanza, allo Stadio Flaminio in occasione delle partite Italia-Scozia del sei nazioni di rugby; alle trasmissioni: Uno mattina, Casa Rai uno, Gambero rosso Channel.
La CRPB ha inoltre rappresentato l’Italia e Roma al Campionato del mondo di cornamusa scozzese a Glasgow e al Campionato per bande in Normandia.
Oltre a spettacoli musicali e didattici per le scuole la band offre corsi e stage per chiunque voglia avvicinarsi alla musica tradizionale scozzese iniziando lo studio della cornamusa scozzese e dei tamburi.
A Gennaio del 2006 abbiamo suonato per il sindaco Veltroni e gli abbiamo regalato un nostro Kilt. Dopo quell’occasione abbiamo incontrato il Sindaco altre volte per parlare di uno spazio per realizzare una scuola di musica. Il Sindaco si è dimostrato molto favorevole a questa iniziativa.
Per noi si tratterebbe di un grosso passo in avanti considerato che facciamo le nostre lezioni come ospiti presso spazi privati come pub e birrerie. L’esistenza di una sede ci permetterebbe di costruire un calendario di iniziative pubbliche: seminari di studio, incontri culturali, biblioteca multimediale di spartiti, incisioni e video, serate di danze scozzesi, feste di promozione della cultura scozzese, gare musicali, rappresentazioni, stage di musica folkloristica, degustazioni di prodotti scozzesi, organizzazione di concerti per le scuole e altro.
Sappiamo che lei ha sempre seguito con interesse le attività culturali e aggregative che nascono nella nostra città, pertanto le chiediamo di sostenere la nostra richiesta e la nostra attività.
Restiamo a sua disposizione per ogni chiarimento invitandola a venirci a trovare quando vuole contattandoci attraverso il nostro sito.
Cordiali saluti.
MUSICIMIGRANTI
A Pino Battaglia
Candidato per l’Ulivo alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale
SEDE
Gentile Dr. Battaglia,
ci ha fatto molto piacere rincontrarla alla festa del I maggio al parco di Casa Calda dopo che lei aveva apprezzato la nostra esibizione al concerto per beneficenza che abbiamo tenuto presso il centro anziani di Forte Prenestino nello scorso mese di Febbraio.
Abbiamo apprezzato il suo intervento e soprattutto il suo impegno per una valorizzazione delle esperienze musicali e, più in generale, artistico-culturali che nascono e crescono nella nostra città.
Volevamo attirare la sua attenzione sul fatto che molte di queste esperienze non riescono a decollare e a farsi risorsa per la città perché non ricevono la giusta attenzione. Quando parliamo di attenzione ci riferiamo non ad un sostegno economico ma al fatto che spesso mancano gli spazi, se non a pagamento, dove poter provare e costruire iniziative come corsi, feste, attività culturali e troppo spesso i nostri quartieri, soprattutto periferici, lamentano l’assenza di queste realtà capaci di farsi luoghi di incontro e di socializzazione.
Oltre a questo mancano le “occasioni” dove potersi esibire e attirare pubblico: giovani, anziani, altri musicisti; in sintesi manca secondo noi una politica culturale capace di costruire queste occasioni che non devono essere, secondo noi, la semplice organizzazione di eventi ma quei momenti capaci di aggregare le tante risorse che animano i nostri quartieri, metterle in rete, coinvolgerle nell’organizzare e farle risaltare come espressione dei territori. Una politica culturale che sia, insomma, in grado non solo di arricchire l’offerta di spettacoli ma di far partecipare i cittadini, renderli protagonisti, attraverso i loro talenti, di una offerta culturale che nasce dal basso e che non può non arricchire le nostre comunità.
Siamo convinti che ogni politica sociale non possa rinunciare alla sfera culturale soprattutto quando questa si presenta come risorsa locale.
Volevamo darle questo contributo alla sua campagna elettorale con l‘augurio di una sua rielezione e con l’impegno a sostenerla.
Cari saluti
Il Presidente dell’ass. cult. Musicimigranti
Ho ricevuto con interesse queste due missive che mi spingono ad alcune considerazioni.
Innanzitutto ringrazio la City of Rome Pipe Band e l’associazione Musicimigranti per avermi voluto considerare come un possibile referente. Da subito posso garantire il mio interesse e il sostegno alle loro iniziative di interesse pubblico. Voglio poi sottolineare ciò che, pur nella diversità dei toni, unisce le due lettere e che in ambedue è esplicitato: l’essere espressione di una volontà di farsi cittadini attivi, di organizzarsi, di costruire, di “fare” insieme. Nello specifico si tratta di attività culturali ma in generale è proprio su tale volontà che dobbiamo fare leva, che dobbiamo sostenere, per costruire comunità cittadine nelle quali siano i cittadini stessi a farsi motore di sviluppo, di produzione di buone pratiche sociali e culturali. Hanno ragione nello scrivere che “ogni politica sociale non possa rinunciare alla sfera culturale”, direi di più, non deve, pena l’inefficacia della sua azione e aggiungo che nessuna politica in generale può prescindere dalla cultura. Troppo spesso in passato si sono concepiti i luoghi della città come meri spazi dell’abitare, occorre invece rafforzare l’idea che a quei luoghi occorre ricostruire identità e senso di appartenenza, rafforzando i legami sociali. In tal senso la politica culturale è un essenziale fattore di crescita e di sviluppo. Penso perciò alle tante realtà che agiscono sui territori e producono cultura anche valorizzando l’aspetto ambientale e i beni culturali; sostenere l’attività culturale locale è perciò un modo per favorire la partecipazione, responsabilizzare i cittadini, farne soggetti attivi.
Aggiungo infine che questa pratica non è sconosciuta nella nostra città: per rimanere nello specifico musicale voglio ricordare alcune esperienze, le prime che mi vengono in mente: le scuole di musica popolare, Testaccio, Donna Olimpia, Villa Gordiani, che sono esempi notevoli in tal senso, così come l’esperienza della Banda di Piazza Vittorio, ormai divenuta un emblema della nostra città; ed ancora la banda de La Rustica, nata come progetto speciale e oggi un riferimento per un intero quartiere, il festival Intermundia dove trova spazio la musica popolare italiana e soprattutto delle nazioni di provenienza di tanti nostri immigrati, la rassegna “Roma Incontra il mondo” a Villa Ada, ormai un festival di respiro internazionale per la world music.
In tale contesto la presenza della City of Rome Pipe Band, che ho apprezzato proprio durante Italia-Scozia del sei nazioni, sottolinea il carattere universale e di accoglienza della nostra città, il suo spirito cosmopolita e aperto, così come i Musicimigranti mi fanno pensare alla potenzialità che ha Roma, per posizione geografica e per risorse, per essere un punto di riferimento per la musica popolare e tradizionale Italiana, troppo spesso rinchiusa nel ghetto specialistico.
Ad ambedue queste realtà auguro ogni bene e resto a loro disposizione per impegnarmi con loro non solo a rispondere alle loro richieste ma soprattutto per costruire insieme una città ancora più ricca di cultura.
Pino Battaglia
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