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Polizia Municipale
Lettera aperta, anzi spalancata a Pino Battaglia
Roma 10 Maggio 2006
Lettera aperta, apertissima anzi… spalancata a Pino Battaglia
Presidente uscente della Commissione: “Politiche della Sicurezza”
Caro Pino,
eccomi di nuovo a chiederti quale siano i tuoi personali progetti nell’Amministrazione che entrambi, io come dipendente e tecnico e tu come politico, serviamo in un settore così delicato come la Sicurezza del Territorio, settore rispetto al quale tutti, forse troppi, si riempiono la bocca senza sapere di cosa stiano effettivamente parlando.
Sono a chiedertelo perché ritengo d’avere il legittimo diritto di sapere a chi affidare la mia fiducia, attraverso il voto.
Una vecchia pubblicità diceva “la fiducia è una cosa seria che si dà alle cose serie”, ed io aggiungerei alle persone serie.
E’ implicito che, se sono qui a scriverti, ti riconosca per il passato: serietà, disponibilità, coerenza, conoscenza delle tematiche, volontà di mediazione dei conflitti, un riconoscimento che è d’obbligo poi estendere al tuo capace staff, ma che a nulla servirebbe se non si sottoscrivesse, un nuovo patto con gli “elettori”, se prima non si esternasse il proprio personale percorso, all’ interno del più ampio programma della propria parte politica, posto che si sia chiamati a svolgere un incarico in coerenza con dette qualità e conoscenze.
E’ un invito quindi il mio, se non l’hai già posto in cantiere, ad incontrare prima e soprattutto dopo il momento elettorale, quegli elettori-addetti ai lavori con cui spero sempre ti confronterai per portare avanti quanto condiviso sul piano dialettico coinvolgendo, se possibile anche e soprattutto il Sindaco.
Ovviamente non sappiamo da ora quali saranno i possibili ed eventuali incarichi istituzionali a cui sarai chiamato, ma proprio per questo c’è bisogno d’un impegno a monte.
Visto che il Sindaco incontrerà i rappresentanti sindacali (troppo spesso incapaci di rappresentare i lavoratori), della Polizia Municipale, tu integra questo momento, incontrando direttamente quanti ci lavorano, troppo spesso in silenzio, troppo spesso senza un riconoscimento del loro ruolo, della loro fatica, delle difficoltà, delle mancanze, delle ingiustificabili dimenticanze dei politici e sempre nel mirino della stampa, pochissime volte per i propri meriti e troppo spesso per colpe che hanno la loro sorgente altrove.
Più che di riconoscimenti salariali, strumentali e strutturali (comunque indiscutibilmente necessari) la vigilanza urbana, soprattutto a Roma, necessità da subito del riconoscimento del proprio ruolo e del perseguimento degli obiettivi previsti per legge, ormai invece la confusione regna sovrana e troppi ci tirano in direzioni diverse (a volte opposte) assemblando ruoli e competenze che nulla hanno a che vedere con quelle istituzionali ed assegnando invece quelle proprie ad altre figure.
A volte ci si scontra su aspetti a mio giudizio (di tecnico) del tutto marginali come ad esempio l’onnipresente diatriba sull’armamento, come se ciò fosse lo “strumento fondamentale del mestiere” dimenticandoci di chiarire invece il proprio ruolo.
Riconoscere infatti il ruolo previsto dalle leggi, rappresenta assolutamente il punto di partenza; attraverso la chiarezza che ciò esprimerebbe, a caduta si delineerebbero competenze, organizzazione, risorse, strumenti (come l’arma che è solo uno dei tanti possibili e non certo lo strumento principe) e soprattutto investimenti sull’elemento umano con la necessaria selezione (obbligata necessità e pura blasfemia per i Sindacati tutti).
E’ ormai fondamentale chiarire, soprattutto qui a Roma, se è il Sindaco, l’Opinione Pubblica, la Stampa, il Comandante o è la Legge a caratterizzare la nostra funzione?
Non voglio tediarti oltre, anche se sai bene avrei molte altre cosa da dire, rimando ad altra occasione più opportuna, un serio pubblico dibattito sul tema Sicurezza Urbana, inscindibile peraltro dal Sociale come tu ben sai starmi a cuore, assieme a tutti quei colleghi (sempre meno purtroppo) che credono nell’attività di Polizia Sociale (vedi G.S.S.U.) quale elemento di Qualità e non di contraddizione per le politiche del e sul territorio.
Buena Suerte da Romolo Bonarota
Funzionario di Polizia Municipale
(con orgoglio)
Caro Romolo,
Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti e il prezioso contributo che dai con questa tua lettera e che spero darai in futuro come orgoglioso funzionario della Polizia Municipale.
Un orgoglio giusto, perché nessuno può ragionevolmente mettere in dubbio quanto sia prezioso il lavoro della Polizia Municipale della nostra città.
Un lavoro spesso oscuro, svolto in dignitoso silenzio con grandi difficoltà e che pure è parte fondamentale del complesso delle politiche di sicurezza.
Proprio per questo nel corso della passata consiliatura ho voluto incontrare di persona i poliziotti municipali, recandomi in 10 diversi gruppi, territoriali e speciali, proprio per confrontarmi apertamente, capire le difficoltà e i problemi, rendermi conto delle condizioni reali di operatività, cercare di comprendere le aspettative e i bisogni di un pezzo così importante della macchina capitolina. Avrei voluto fare di più, credimi, in ogni caso il confronto è stato prezioso proprio per spingermi poi a lavorare con cognizione di causa sia per la ristrutturazione delle sedi che al nuovo regolamento generale che al regolamento per le armi, che pure come tu giustamente dici, non è il primo problema.
In ogni caso non posso che darti ragione quando affermi che il ruolo” previsto per legge” è quello al quale ci si deve attenere: senza dubbio oggi la Polizia Municipale, proprio in virtù del mutarsi delle condizioni oggettive della città e della società intera, nonché del quadro di riforma costituzionale, deve essere oggetto di un serio progetto di riforma a livello nazionale che purtroppo è stato disatteso dal precedente governo e che il nuovo esecutivo dovrà necessariamente affrontare.
Schematicamente posso dirti che da parte dell’amministrazione comunale non resta che mettere in campo le risorse necessarie per:
- Implementare al più presto l’organico carente attraverso il prossimo concorso;
- Sviluppare una seria politica di formazione, già avviata, ma che è da rivedere in virtù delle nuove problematiche che la città pone e che gli operatori devono saper soddisfare;
- Incentivare la qualità del servizio offerto e la progettualità degli operatori sui territori.
I modi con cui realizzare questi obiettivi dovranno poi essere oggetto di una discussione ampia e serena alla quale siamo tutti chiamati a dare un contributo.
Voglio infine aggiungere che all’indomani del voto amministrativo non si potrà pertanto che raccogliere il tuo invito a ragionare a tutto campo sul futuro della polizia municipale, per il bene della nostra città e questo indipendentemente dal ruolo che andrò a svolgere se eletto.
Ti ringrazio ancora, te e tutti gli operatori che come te credono nel loro lavoro, su queste risorse dovremo far leva per il futuro.
A presto
Pino Battaglia
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